DANILO CRASTOLLA
Operare nei Balcani? Ora è più semplice l'investimento in Romania, Bulgaria, Serbia e Macedonia
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La globalizzazione dei mercati impone alle imprese non solo di essere competitive ma anche di avere al loro fianco professionisti con conoscenze approfondite nei mercati internazionali specifici. Questo è ancor più vero nei paesi dell'est. Abbiamo intervistato l'avvocato Danilo Crastolla, che oltre a vantare solide esperienze nei mercati dell'est ha attivato ultimamente delle sedi in Bulgaria, Romania, Serbia e Macedonia, per chiedergli quali sono i vantaggi di operare od investire in questi paesi. Ecco cosa ci ha detto...
Avvocato Crastolla perché ritenere i Balcani interessanti? Perché quindi Romania, Bulgaria, Serbia e Macedonia possono essere una prospettiva valida per gli investitori ed operatori italiani?I Balcani sono prima di tutto un’area geograficamente vicina: la loro collocazione, oggi, in un sistema infrastrutturale più che adeguato e peraltro in via di miglioramento, fa si che dalle coste adriatiche italiane si necessitino non più di 15-16 ore di trasporto complessivo ivi incluse le ore di navigazione. Questo oltre al più semplice trasporto aereo già caratterizzato dalla presenza di molteplici voli di linea ma anche e soprattutto dalle nuove compagnie Low Cost. Appare evidente che il mercato di Romania, il mercato di Bulgaria ed il mercato Balcanico in generale sia inequivocabilmente momento di attrazione per gli operatori economici italiani. E poi, fatto estremamente importante, Bulgaria , Romania, Macedonia godono oggi di una stabilità politica, non solo nelle Istituzioni ma anche nelle coscienze popolari, che le candida ad essere protagonisti nello sviluppo complessivo della nuova Europa.
Sono tanti gli imprenditori italiani interessati a quest’area secondo lei?
Prima di aprire degli studi in paesi stranieri è evidente che un monitoraggio di tal tipo sia stato fatto. Lo studio Crastolla ha operato ed opera già in tanti paesi dell’Europa dell’est tipo Federazione Russa, Ungheria, Repubblica Ceca ma anche in Cina, nei paesi arabi etc, tutti molto interessanti. Ma oggi la Romania, la Bulgaria, ma anche la Serbia e la Macedonia, per la ragioni sopra esposte, per la voglia di crescere e la dinamicità che dimostrano, per un’adeguata formazione professionale e cultura scolastica ben radicate nei paesi, diventano punto di riferimento anche per essere state fino a poco tempo fa meno esposte alle attenzioni di operatori internazionali, più dediti ad altri mercati e che oggi le individuano invece quale vera cerniera tra Oriente ed Occidente e quindi area di investimenti e trading con bacini di utenza potenzialmente enormi. E poi, Romania, Bulgaria, Serbia e Macedonia offrono opportunità in tutti i campi:
- sia per gli importatori che trovano non solo produzioni di alta qualità e fatturazione a prezzi concorrenziali, ma soprattutto li trovano indistintamente in tutti i settori e segmenti di mercato;
- sia per coloro i quali intendano delocalizzare in virtù del basso costo della manodopera, della disponibilità delle Istituzioni locali, della consapevolezza che nel brevissimo periodo queste aree rappresenteranno un punto di produzione importante anche per tutti i mercati delle regioni circostanti. Non solo cioè produrre in loco per commercializzare il prodotto nei già ricchi ma sovraffollati mercati occidentali ma anche cominciare a produrre in loco per i mercati locali, sempre più attenti, sempre più ricchi e sempre più floridi;
- sia per coloro che intendono esportare. Il made in Italy è sempre un punto di forza in questi mercati e soprattutto di largo consumo ma anche quelli di lusso cominciano ad essere usati con percentuali rilevantissime. I nuovi ricchi, d’altro canto, si dice siano nell’Est d’Europa!;
- sia per coloro che intendono investire. I mercati, soprattutto quello immobiliare, quello turistico, quello meccanico ed affini offrono opportunità enormi. Gli indici di rivalutazione degli immobili di questi ultimi anni sono stati eccezionali;
- sia per i general contractor che per le aziende che vogliano misurasi nel mercato dei tenders internazionali. Romania e Bulgaria, oggi nella fase pre-adesione all’Unione Europea, domani membri della stessa UE sono già oggetto di pluralità di fondi comunitari tendenti a dotare il Paese di infrastrutture efficienti, nuove e funzionali. Dicasi lo stesso per il settore ambientale;
- sia per la PMI che può cogliere in queste aeree una molteplicità di occasioni dovute al grande slancio in atto nei paesi ed alla assolutà esigenza di Know How efficiente nonchè di quella intelligenza e capacità tipica delle imprese italiane.
A tutti gli operatori privati, alle aziende, ma anche alle organizzazioni imprenditoriali che si affacciano in questi Paesi è necessario offrire idonei servizi. Cosa si sentirebbe di consigliare quindi agli imprenditori italiani ?
Di saper essere competitivi nella qualità e di pianificare dovutamente ogni passaggio. D’altronde il successo non si inventa ma lo si costruisce. E soprattutto di disporre di Studi Professionali Italiani adeguati che conoscano davvero i Paesi, la Regione Balcanica, il diritto, le consuetudini, i mercati, le opportunità locali. Affidare un proprio investimento a professionisti capaci, farsi accuratamente consigliare nelle operazioni di trading, nelle ricerche partners, nella stesura di contratti, nelle M&A, nelle joint venture etc è un’esigenza imprescindibile. Evita alle imprese perdite di tempo, fa diluire fortemente i rischi ed offre alle stesse per il tramite degli stessi professionisti quelle conoscenze senza le quali nessuno investimento diventa davvero tale. E poi di saper creare un sistema che sappia offrire sicuramente ritorni di lunga durata ma anche prospettive che sappiano rinnovarsi nel tempo per gli operatori locali. Non quindi una politica del mordi e fuggi ma al contrario una politica di sviluppo pianificata e di largo respiro.
Prima di attivare anche queste presenze, sarà andato in Bulgaria, Romania, Serbia, Macedonia diverse volte…..che idea si è fatta di queste realtà, dei loro imprenditori? Spesso la mancanza di conoscenza crea dubbi negli operatori italiani!
Non c’è alcun tipo di problema. Anzi vedo una grande generosità d’animo nelle nuove generazioni che sono laboriose, aperte al contributo degli operatori stranieri e capaci di adattarsi con praticità alle esigenze dei nuovi mercati internazionali. Credo ci siano le condizioni per fare davvero bene.
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